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ACN richiama all’urgenza: proteggere i sistemi della catena del freddo e il telecontrollo

Il CSIRT Italia ribadisce le misure per la filiera del freddo e le estende a tutti i soggetti che usano tecnologie di refrigerazione o telecontrollo industriale, a prescindere dal settore.

CY CyberNexus
05.11.2026 · 3 min di lettura
  • ACN e CSIRT Italia richiamano con urgenza le misure per la filiera del freddo, ora estese a ogni settore.
  • A rischio: sistemi di supervisione, SCADA e interfacce di telecontrollo esposti, con possibili modifiche ad allarmi e parametri.
  • Priorità: eliminare l'esposizione diretta su Internet e verificare parametri e allarmi.
  • Segregare OT e IT, controllare account e credenziali, monitorare gli accessi.

Il 4 novembre 2026 l’ACN, tramite il CSIRT Italia, ha pubblicato un richiamo urgente sulla sicurezza dei sistemi che garantiscono la catena del freddo. L’invito è rivolto ai soggetti nazionali: devono applicare subito le raccomandazioni già diffuse per la distribuzione alimentare e la filiera del freddo. Il richiamo vale ora per chiunque usi tecnologie di refrigerazione e, più in generale, strumenti di telecontrollo industriale, in qualsiasi settore. L’avviso nasce, si legge, dai «recenti accadimenti» e dalle evidenze rilevate. La fonte non ne indica la natura.

Quali sono i rischi

Il bollettino riguarda i sistemi di gestione, supervisione e controllo degli impianti da cui dipende la conservazione a temperatura controllata. Se sono esposti in modo non sicuro, possono consentire accessi non autorizzati. Un intruso potrebbe modificare i parametri operativi, le soglie di allarme e le modalità di notifica delle anomalie.

Alterare i dati mostrati agli operatori o disattivare gli allarmi può ritardare la scoperta di un malfunzionamento. Le conseguenze indicate sono:

  • interruzione della refrigerazione;
  • deterioramento di prodotti e materiali conservati;
  • indisponibilità dei servizi, con effetti sulla continuità operativa e sulla salute delle persone.

Nelle piattaforme di gestione centralizzata, l’impatto può estendersi a più impianti o sedi.

Dispositivi connessi e accesso remoto

Il CSIRT richiama anche la corretta gestione di tutti i dispositivi connessi e delle loro interfacce di amministrazione e monitoraggio. Gli esempi citati sono controller SCADA, impianti di condizionamento, impianti idrici, impianti di generazione di energia e videosorveglianza. L’attenzione vale soprattutto quando questi dispositivi supportano processi industriali.

Per questi casi si rimanda al bollettino «Dispositivi IoT e servizi di accesso remoto connessi ad Internet: rischi e mitigazioni». Pone l’accento su protocolli di comunicazione, segmentazione delle reti e protezione degli accessi remoti, compresi quelli per teleassistenza e manutenzione. Le carenze in questi ambiti possono facilitare l’accesso iniziale e la propagazione della compromissione verso i sistemi di controllo.

Cosa fare

L’ACN chiede di verificare «con estrema urgenza» le misure descritte nei bollettini correlati. Le priorità sono:

  • togliere l’esposizione diretta su Internet delle interfacce amministrative e di controllo;
  • controllare l’integrità dei parametri operativi e il corretto funzionamento degli allarmi;
  • verificare la sicurezza dei protocolli e dei servizi abilitati;
  • separare gli ambienti OT dalle reti IT;
  • proteggere i percorsi di amministrazione e manutenzione;
  • controllare gli account abilitati e la robustezza delle credenziali;
  • verificare lo stato di aggiornamento e di supporto dei dispositivi;
  • monitorare con continuità i sistemi, per individuare accessi non autorizzati e modifiche alle configurazioni.

Gli interventi vanno concordati con i responsabili degli impianti e con gli addetti alla manutenzione. Devono tutelare la sicurezza e la continuità dei dispositivi connessi.

Fonte: ACN

CY
SCRITTO DA CyberNexus
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