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CYBERSECURITY & AI

USA, operativa la Super Intelligence Task Force del DoJ contro l’abuso dell’AI

Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha avviato la Super Intelligence Task Force (SINTF), con il compito di proteggere il primato USA nell'AI e contrastarne l'uso improprio.

CY CyberNexus
07.11.2026 · 3 min di lettura
USA, operativa la Super Intelligence Task Force del DoJ contro l'abuso dell'AI
Foto: theregister
  • Il DoJ USA ha reso operativa la Super Intelligence Task Force (SINTF), istituita dal memo del 13 ottobre
  • Compiti: coordinare cause su AI, linee guida per l'azione penale, priorità di enforcement
  • Minacce citate: attacchi AI a individui e a infrastrutture critiche
  • Dettagli sul quadro regolatorio attesi entro fine novembre

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DoJ) ha annunciato che la Super Intelligence Task Force (SINTF) è operativa. La struttura era stata disposta dal presidente Donald Trump con un memorandum del 13 ottobre. L’annuncio è arrivato giovedì.

Chi la guida e quali compiti ha

Secondo la fonte, la task force è guidata da Jay Clayton, indicato come director of national intelligence, insieme all’associate attorney general Stanley Woodward e all’associate deputy attorney general Stephen Weiss. Il suo scopo è tutelare la leadership statunitense nello sviluppo dell’intelligenza artificiale da possibili “abusi” stranieri. Tra i soggetti citati ci sono Stati e gruppi sostenuti da Stati, organizzazioni criminali, singoli individui e aziende.

Il memorandum prevede che la SINTF adotti “misure affermative, se appropriato”. La formula non è precisata. Il testo assegna alla task force anche questi compiti:

  • coordinare i procedimenti penali e civili del DoJ che riguardano l’AI;
  • indicare le priorità di enforcement su sicurezza pubblica e uso improprio dell’AI;
  • elaborare linee guida per l’azione penale contro condotte illecite legate all’AI;
  • contribuire a proposte legislative per evitare una “regolamentazione onerosa”;
  • evitare sovrapposizioni tra indagini e casi dei vari dipartimenti e delle procure statunitensi.

Le minacce indicate

Dalle dichiarazioni dei funzionari emerge che le preoccupazioni principali sono gli attacchi basati sull’AI contro singoli individui e quelli volti a danneggiare le infrastrutture critiche e altri interessi di sicurezza nazionale.

Weiss ha dichiarato che il Dipartimento deve usare gli strumenti di law enforcement per scoraggiare l’uso improprio della “SI”. Deve inoltre rafforzare la rendicontazione sui rischi e sulla risposta, e far sì che le aziende adottino controlli interni rigorosi, perché la tecnologia si comporti come previsto.

Emil Michael, CTO del Pentagono e vicepresidente della SINTF, ha detto a una conferenza tecnologica del Wall Street Journal che i dettagli sul quadro regolatorio dell’AI saranno pubblicati entro la fine del mese.

Il contesto

A settembre Trump ha imposto l’uso ufficiale del termine “super intelligence” al posto di “artificial intelligence”. La scelta, secondo la fonte, aveva creato confusione. Il sito governativo dedicato afferma che “l’America è in una corsa per la Super Intelligence” e cita iniziative per accelerare le autorizzazioni federali e la costruzione di data center.

La fonte riferisce anche l’ipotesi di un finanziere, secondo cui il cambio di nome avrebbe fatto salire il valore dei domini .si. Aggiunge che non ci sono prove di un legame con la famiglia Trump.

Fonte: theregister · Foto: theregister

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