Noyb presenta cinque reclami GDPR contro Scale AI per il tracciamento dei lavoratori Outlier
Noyb accusa Scale AI di monitorare in modo illecito i collaboratori europei della piattaforma Outlier. Cinque reclami in Francia, Italia, Paesi Bassi e Austria. L'azienda respinge le accuse.

- Noyb presenta cinque reclami GDPR contro Scale AI in Francia, Italia, Paesi Bassi e Austria
- Accusato il tracciamento dei collaboratori di Outlier, con dati inviati a LinkedIn, TikTok e Facebook
- Contestati base giuridica, minimizzazione dei dati e diritto di accesso
- Scale respinge le accuse e parla di pratiche dichiarate e basate sul consenso
Scale AI, società statunitense di annotazione dati, deve rispondere di cinque reclami GDPR presentati in quattro Paesi dell’Unione europea. Li ha depositati l’associazione per la privacy noyb in Francia, Italia, Paesi Bassi e Austria. L’accusa è di monitorare in modo illecito i collaboratori europei della piattaforma Outlier.
Che cosa si contesta
Sulla piattaforma Outlier i collaboratori etichettano dati, valutano risposte generate dall’AI e svolgono altre attività che servono a migliorare i modelli. Tra i clienti di Scale la fonte cita OpenAI, xAI, Anthropic, Google e il governo statunitense. Lavorando tutto da remoto, l’azienda raccoglie molti dati per verificare l’identità dei lavoratori e per seguirne l’attività.
Secondo noyb, la verifica dell’identità è affidata a Persona. L’azienda raccoglierebbe dati biometrici, indirizzi IP, informazioni sul dispositivo, dati di geolocalizzazione, indirizzi e dati sul credito degli utenti.
Noyb sostiene inoltre che Scale raccolga dati di sistema e di attività del dispositivo, anche al di fuori del lavoro su Outlier. Queste informazioni sarebbero inviate a terzi, tra cui LinkedIn, TikTok, Facebook e altri servizi di analisi, anche ogni pochi secondi. Per l’associazione, i dati potrebbero servire a profilare le persone e a mostrare pubblicità mirata.
Le violazioni ipotizzate
- Assenza di una base giuridica per installare software di tracciamento sui dispositivi dei collaboratori.
- Violazione del principio di minimizzazione dei dati, che impone di raccogliere solo ciò che è strettamente necessario per finalità specifiche.
- Violazione del diritto di accesso: Scale avrebbe ignorato le richieste dei reclamanti di ottenere i dati conservati su di loro.
- Violazione delle norme nazionali dei Paesi in cui sono stati presentati i reclami.
Noyb chiede alle autorità per la protezione dei dati di condurre un’indagine completa e, se necessario, di sanzionare Scale.
Le dichiarazioni
Thomas Le Bonniec, ricercatore del gruppo francese DIPLab e coautore di un rapporto sulle pratiche di raccolta dati di Outlier uscito all’inizio del mese, ha parlato di un terreno fertile per «un nuovo tipo di sorveglianza sul posto di lavoro». Per Lisa Steinfeld Leiser, avvocata di noyb, un tracciamento così costante e ampio durante il lavoro va contro ogni ragionevole aspettativa.
Scale respinge le accuse. Sostiene che le affermazioni del rapporto siano infondate e inesatte, che le pratiche di Outlier siano comunicate ai collaboratori e richiedano il loro consenso. L’azienda dice di usare strumenti standard per verificare le identità, prevenire le frodi, proteggere le informazioni riservate dei progetti e garantire pagamenti corretti.
Il contesto
La fonte ricorda che Persona è stata oggetto di attenzione per un ambiente di test esposto, legato ai suoi sforzi per ottenere contratti con il governo USA. L’azienda ha respinto le ipotesi dei ricercatori e ha negato di avere contratti attivi con il governo statunitense. Il caso si inserisce nel dibattito europeo sulla sovranità digitale e sulla dipendenza dalle aziende tecnologiche americane.
Fonte: theregister · Foto: theregister



