Docker Hub, corretta la falla CVE-2026-105445: token trasferiti tra account
Docker ha corretto il 30 settembre una falla critica di Docker Hub (CVSS 4.0 9,4) che permetteva di pubblicare immagini a nome di altri utenti. Nessuna prova di sfruttamento.

- Falla critica CVE-2026-105445 in Docker Hub, CVSS 4.0 9,4, presente da agosto 2024 e corretta il 30 settembre
- I token trasferiti con la conversione account-organizzazione permettevano push, pull e delete come un'altra vittima
- Docker non ha trovato prove di sfruttamento su circa 304.000 push analizzati
- Nessun aggiornamento da installare: rivedere e revocare i token sconosciuti
Docker ha risolto il 30 settembre una vulnerabilità critica di Docker Hub, il registry in cui si pubblicano e scaricano le immagini dei container. Il difetto consentiva a un utente di eseguire push, pull o cancellazione di immagini con l’identità di un altro utente. L’azienda, che ha pubblicato l’avviso di sicurezza il 12 ottobre, dichiara di non aver trovato prove di sfruttamento.
Come funzionava il problema
La falla riguardava la funzione che converte un account personale in un’organizzazione. Durante la conversione, i personal access token (PAT) dell’account passavano all’utente indicato come proprietario dell’organizzazione. Un PAT sostituisce la password nell’accesso al registry. Chi lo aveva creato poteva continuare a usarlo.
Ogni token agisce come l’account a cui appartiene, con il livello di permessi scelto alla creazione. Con la conversione cambiava il proprietario registrato, mentre il segreto del token restava lo stesso.
Un attaccante poteva quindi creare un token su un account sotto il suo controllo, convertirlo in organizzazione e indicare la vittima come proprietario. Il token funzionava poi sul registry come se fosse la vittima. Il destinatario non doveva confermare né riceveva notifiche, secondo Docker e i ricercatori.
L’accesso era limitato al registry. Non permetteva di entrare nell’interfaccia web di Docker Hub, cambiare password, email o impostazioni di autenticazione a due fattori, né di prendere il controllo dell’account.
Gravità e tempistiche
Il difetto è tracciato come CVE-2026-105445 e ha un punteggio CVSS 4.0 di 9,4. Docker lo ha classificato come critico perché consente di pubblicare immagini con un nome legittimo. L’azienda ricorda che a marzo e aprile alcuni attaccanti hanno usato credenziali rubate di publisher per pubblicare immagini malevole di Trivy e KICS nei repository dei publisher stessi.
La vulnerabilità era presente dal 26 agosto 2024. La correzione è stata applicata direttamente su Docker Hub, quindi non c’è nulla da installare.
A scoprirla sono stati Peter Molnar e Krisztian Hozak di mptrdev.com, che l’hanno chiamata GhostPat. Secondo Docker, la correzione è arrivata meno di quattro ore dopo la segnalazione. I ricercatori dicono di aver riprodotto il problema due volte su account di test, con consenso dei titolari.
Cosa ha verificato Docker
Docker ha esaminato tutte le conversioni effettuate nel periodo, confrontandole con log del registry e registri dei token. Ha analizzato circa 304.000 push fatti con token trasferiti. Tutti erano diretti a repository dell’organizzazione convertita o del proprietario indicato, nella gran parte dei casi con i due account riconducibili alla stessa persona o allo stesso team.
Dove non ha potuto confermarlo, ha analizzato senza eseguirle le immagini pubbliche più a rischio, senza trovare malware o manomissioni.
I log registrano l’uso di un token, non la sua esistenza. Un token trasferito e mai usato non lascia tracce, perciò Docker ha considerato potenzialmente coinvolti tutti i token trasferiti. L’avviso riporta i risultati sui push, ma non su pull e cancellazioni, comprese le letture di repository privati.
Notifiche e cosa fare
Il 2 ottobre Docker ha scritto agli utenti che hanno ricevuto token trasferiti e ai proprietari delle organizzazioni coinvolte, con elenco dei token per descrizione e data. Il numero è indicato solo come “limited number” di utenti. Chi non ha ricevuto l’email non è esposto. L’8 ottobre l’azienda ha disattivato i token individuati, tranne quelli che i titolari avevano chiesto di mantenere.
- Controllare i token in Account settings, Personal access tokens, dove compaiono data di creazione e ultimo uso.
- Revocare quelli sconosciuti o inutilizzati. Un indizio è un token non creato da voi, qualunque sia il nome, oppure un’organizzazione nel selettore account che non ricordate di aver raggiunto.
- Usare organization access token, non il PAT di una singola persona, per l’automazione aziendale. Richiedono un abbonamento Docker Team o Business e non funzionano con Docker Desktop né con Image Access Management.
- I proprietari di organizzazioni su questi piani possono rivedere i push passati negli activity log: Docker Home li conserva 30 giorni, le voci più vecchie sono disponibili tramite API di Docker Hub.
Todd Matens, autore del linter compose-lint, ha riferito di aver ricevuto due email, di aver ruotato i due token CI e di aver verificato le firme delle sue 42 immagini.
La documentazione e le nuove misure
Dalla cronologia pubblica risulta che il 22 aprile 2025 Docker aveva aggiunto alla pagina sulla conversione una nota che descriveva il trasferimento dei PAT. È stata rimossa il 30 settembre. Ora Docker richiede il consenso prima di nominare un proprietario di organizzazione e lo avvisa. Registra inoltre ogni cambio di proprietà dei token e sta rivedendo altre funzioni che modificano la titolarità di una credenziale.
Fonte: The Hacker News · Foto: The Hacker News



