L’ Agenzia dell’Unione europea per la cybersicurezza (ENISA) ha pubblicato un rapporto allarmante: le pubbliche amministrazioni europee sono sempre più prese di mira dai gruppi hacktivisti, che utilizzano soprattutto attacchi DDoS per destabilizzare servizi essenziali come sanità, istruzione e trasporti. Il settore della pubblica amministrazione è considerato altamente critico secondo la direttiva NIS2, ma è ancora nelle prime fasi di adeguamento ai requisiti di sicurezza, risultando pertanto vulnerabile.
Nel corso del 2024, la pubblica amministrazione è stata il settore più colpito nell’Unione Europea con il 38% degli incidenti informatici analizzati. I governi centrali hanno subito il 69% degli attacchi, principalmente contro siti web di parlamenti, ministeri e agenzie nazionali.
Gli attacchi DDoS rappresentano il 60% degli incidenti totali, sebbene siano generalmente di breve durata e raramente abbiano causato impatti significativi. Al contrario, le violazioni dei dati e i ransomware, che sono meno frequenti, hanno provocato danni più gravi e prolungati: le violazioni dei dati costituiscono il 17% degli incidenti e hanno colpito soprattutto portali degli enti locali e sistemi educativi. Lo hacktivismo è in crescita: il 63% degli incidenti totali sono stati attribuiti a gruppi motivati da obiettivi ideologici, volti a creare disordini e attirare attenzione mediatica.
Il report evidenzia che la pubblica amministrazione continuerà a essere una delle principali vittime del cybercrime nel breve e medio termine. Inoltre, l’uso dell’intelligenza artificiale potrebbe favorire nuove forme di ingegneria sociale automatizzata, aumentando i rischi di phishing avanzato ed estorsioni.
L’ENISA sottolinea la necessità di migliorare la cooperazione tra Stati membri e agenzie nazionali, adottare standard di sicurezza condivisi, investire nella formazione e nell’awareness, e favorire lo scambio tempestivo di informazioni sulle minacce emergenti per costruire una difesa efficace contro queste nuove sfide.
