VMware lancia HyperArmor per gestire il flusso di patch di VCF, anche con MFA a pagamento
Broadcom introduce HyperArmor, add-on a pagamento per VMware Cloud Foundation: virtual patching, blocco delle modifiche non autorizzate e MFA per l'accesso a ESX. Nasce dal boom di bug trovati con l'AI.

- VMware introduce HyperArmor, add-on a pagamento per VMware Cloud Foundation (VCF)
- Offre virtual patching, blocco delle modifiche non approvate e MFA per l'accesso a ESX
- Nasce dal passaggio ad aggiornamenti mensili, anche per i bug trovati con l'AI
- Sviluppato dalle divisioni Symantec e Carbon Black di Broadcom
VMware ha annunciato HyperArmor, un nuovo strumento pensato per aiutare i clienti a gestire il numero crescente di patch. Prashanth Shenoy, vice president of product marketing della divisione VMware Cloud Foundation (VCF) di Broadcom, lo ha spiegato a The Register. Secondo Shenoy, l’azienda ha scoperto molte vulnerabilità nei propri prodotti usando l’intelligenza artificiale.
Aggiornamenti mensili e difficoltà dei clienti
Per questo VMware è passata di recente ad aggiornamenti software mensili, anche per correggere i bug individuati dall’AI. Shenoy ha ammesso che i clienti faticavano a stare al passo già prima di questa scelta. Testare l’impatto delle patch richiede tempo, anche se VCF supporta il live patching non distruttivo. I clienti, ha detto, hanno quindi bisogno di “room to breathe”, cioè di un margine di respiro.
Cosa fa HyperArmor
Lo strumento svolge tre compiti.
- Virtual patching: blocca i tentativi di sfruttare una vulnerabilità senza modificare il software vulnerabile. VMware offre già una funzione simile in vDefend, il prodotto di sicurezza di rete. Come esempio cita
CVE-2024-5806, il bug di MOVEit del 2024: vDefend riconosce i modelli associati ai tentativi di sfruttare l’authentication bypass e blocca il traffico. HyperArmor farà lo stesso con il traffico malevolo diretto alle installazioni VCF. - Protezione dello stato noto e valido: respinge le azioni che modificano uno stato di VCF considerato sicuro. Se una persona approva una modifica, lo strumento aggiorna le policy per consentire il nuovo stato.
- Autenticazione a più fattori (MFA): Shenoy riconosce che l’MFA è ormai una misura di base. HyperArmor serve però a contrastare chi usa credenziali privilegiate rubate per accedere all’hypervisor ESX di VMware. Richiede le credenziali SSH e una password monouso a tempo (TOTP) inviata a un utente con identità verificata, per impedire la presa di controllo di un host.
Prodotto a pagamento, nato in Broadcom
HyperArmor sarà venduto come add-on di VCF. Di fatto VMware ritiene che i clienti accetteranno di pagare un extra anche per l’MFA. Il prodotto non è stato sviluppato da VMware, ma dalle divisioni di sicurezza di Broadcom, Symantec e Carbon Black.
Un caso analogo è AgentMinder, presentato a VMware Explore il 31 agosto. Nato in CA, serve a impedire che l’AI eseguita dentro VCF e negli stack Kubernetes di terze parti esca dal controllo. Ram Velaga, president dell’Infrastructure Software Group di Broadcom, ha spiegato che il gruppo combina strategia centrale e autonomia dei singoli team. Secondo lui, i team autonomi garantiscono la velocità di innovazione. Quando un team vuole aggiungere funzioni, cerca prima risorse già sviluppate da un altro team interno. Il gruppo conta almeno sei team.
Fonte: theregister · Foto: theregister



