FMI: bolla AI e attacchi informatici tra i rischi per la stabilità finanziaria
Il Global Financial Stability Report del Fondo monetario internazionale avverte su una possibile correzione legata all'AI e indica i cyberattacchi come minaccia per banche e servizi critici.

- L'FMI avverte: una correzione dei mercati legata all'AI potrebbe avere effetti sull'economia globale
- Cyberattacchi a banche o fornitori cloud critici potrebbero bloccare pagamenti e trading
- Oltre il 70% delle vulnerabilità sfruttate nel 2026 era abusato prima o il giorno della disclosure
- L'FMI chiede ai regolatori maggiore attenzione a debito, concentrazione e resilienza cyber
Il Fondo monetario internazionale (FMI) ha pubblicato martedì il nuovo Global Financial Stability Report. Il documento avverte che i mercati sono sempre più esposti a una correzione legata all’intelligenza artificiale. Accanto a questo rischio, l’FMI indica gli attacchi informatici come una minaccia per la stabilità del sistema finanziario.
Il rischio di una bolla
Secondo l’FMI, gli investimenti in AI hanno contribuito a sostenere mercati e crescita economica. Se i profitti attesi non arrivassero, però, il boom potrebbe trasformarsi in un crollo. Le grandi aziende tecnologiche si indebitano per miliardi e gli investitori si concentrano su poche società: un’ondata di vendite avrebbe effetti oltre la Silicon Valley.
Preoccupano anche i finanziamenti circolari, in cui le aziende di AI sono al tempo stesso investitori, finanziatori e clienti l’una dell’altra. In questo schema, le difficoltà di un’azienda possono ricadere rapidamente su altre. Avvertimenti simili erano arrivati dalla Bank for International Settlements (BIS) a giugno. Lo stratega di Jefferies Chris Wood ha parlato di possibile «massive capital destruction», citando la concorrenza dei modelli open source cinesi più economici.
La parte cyber del rapporto
L’FMI segnala altre due minacce: l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e i cyberattacchi. Questi ultimi potrebbero bloccare servizi finanziari critici. Le banche dipendono da pochi fornitori cloud e di software, creando punti di guasto condivisi che possono propagare i disservizi tra istituti. Se un attacco colpisse una grande banca o un fornitore tecnologico critico, potrebbero risentirne pagamenti, trading e accesso ai depositi da parte dei clienti.
Un dato riguarda le vulnerabilità. Secondo l’FMI, oltre il 70% di quelle monitorate e sfruttate finora nel 2026 era già abusato dagli attaccanti prima della divulgazione pubblica o nello stesso giorno. Per i difensori il preavviso è quindi minimo.
L’FMI aggiunge che modelli AI sempre più capaci offrono ai criminali strumenti più potenti. Questo può rendere più rapida la scoperta e lo sfruttamento delle vulnerabilità.
Il quadro generale
L’FMI non prevede un collasso imminente. I mercati restano resilienti e gli stress test indicano che il sistema bancario reggerebbe a un forte ribasso, anche se gli istituti più deboli sarebbero più vulnerabili. Il Fondo chiede ai regolatori di vigilare di più su indebitamento eccessivo, investimenti concentrati e resilienza cyber, prima che questi rischi diventino una crisi.
Fonte: theregister · Foto: theregister



