Il GPS degli smartphone tradisce le truppe USA: il Pentagono ammette l’uso militare dei dati di geolocalizzazione commerciale

Il Pentagono ha confermato che alcune forze ostili usano i dati di geolocalizzazione trasmessi dagli smartphone dei militari statunitensi per individuare e colpire i loro contingenti schierati in zone di guerra, compreso il Golfo arabo.

L’informazione è emersa dalla risposta del Comando Centrale degli Usa (CENTCOM) a una lettera recapitata ad aprile al Dipartimento della Difesa da un gruppo di parlamentari bipartisan a prima firma del senatore democratico Ron Wyden. Il CENTCOM ha confermato “di aver ricevuto numerose segnalazioni di minacce sullo sfruttamento da parte di avversari di dati commerciali di localizzazione” per “prendere di mira o sorvegliare personale statunitense operativo nei teatri di guerra”.

Secondo i parlamentari si tratterebbe della prima conferma ufficiale che truppe statunitensi siano state effettivamente prese di mira in un teatro di guerra attivo attraverso dati di localizzazione acquistabili sul mercato civile. I dati GPS che rivelano la posizione delle truppe sono infatti disponibili all’acquisto per scopi di profilazione pubblicitaria, e possono essere impiegati “per pianificare attacchi con missili, droni o ordigni esplosivi improvvisati, oltre che per attività di controspionaggio”.Il CENTCOM ha ammesso che le autorità non avevano ancora provveduto a disattivare l’identificativo pubblicitario dagli smartphone forniti ai militari, precisando tuttavia che la rimozione di tale funzionalità è in fase di collaudo. Il Comando ha ottenuto per la prima volta la facoltà di bloccare la condivisione della posizione su tali dispositivi solo all’inizio di maggio.

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