Il CSIRT Italia ha pubblicato il report operativo di aprile 2026, che fotografa un mese in controtendenza rispetto ai picchi dei mesi precedenti: gli eventi cyber rilevati sono stati 265, in calo del 39% rispetto ai 435 di marzo, e gli incidenti confermati sono scesi a 174, anch’essi in diminuzione del 39%. Un dato positivo, ma che non deve trarre in inganno: il livello di minaccia resta strutturalmente elevato e l’ACN ha effettuato 7.229 comunicazioni dirette a pubbliche amministrazioni e imprese — in lieve aumento rispetto a marzo — a testimonianza di un’attività di presidio ancora intensa.
Sul fronte ransomware, il quadro rimane preoccupante: nel solo mese di aprile sono state individuate 28 rivendicazioni di attacchi a danno di soggetti italiani, con il 13% che ha colpito soggetti critici e il 30% soggetti a media criticità. I settori più colpiti sono stati il manifatturiero, i trasporti e altre società private. I principali vettori di compromissione si confermano l’utilizzo di credenziali valide precedentemente compromesse e lo sfruttamento di servizi di accesso remoto non adeguatamente configurati — due vulnerabilità sistemiche che le PMI italiane continuano a sottovalutare. Sono state inoltre rilevate 3 rivendicazioni di attacchi DDoS contro soggetti italiani.
Il dato di aprile si inserisce in un quadro più ampio tracciato dal Rapporto Clusit 2026: l’Italia ha subito 507 attacchi gravi nell’ultimo anno, contro i 357 dell’anno precedente, collocandosi tra le economie avanzate più esposte. La scadenza di ottobre 2026 per la piena conformità alla NIS2 si avvicina, e per molte aziende — specie sotto i 25 milioni di fatturato — il percorso di adeguamento è ancora incompleto.
Fonte: ACN / CSIRT Italia / CyberSec Italia – (https://www.cybersecitalia.it/italia-acn-ad-aprile-diminuiscono-gli-incidenti-cyber-39-il-rapporto/64879/)
