Il Border Patrol USA sta spiando milioni di conducenti americani

Secondo un’inchiesta approfondita dell’Associated Press, il Border Patrol degli Stati Uniti gestisce un programma di intelligence predittiva che sorveglia milioni di automobilisti americani ben oltre i confini. Una rete segreta di lettori di targhe, spesso nascosti in coni o altro equipaggiamento, raccoglie dati che vengono inseriti in un algoritmo per individuare percorsi “sospetti”, deviazioni rapide e viaggi da o verso determinate aree. La polizia locale viene poi avvisata, portando a fermi per infrazioni minori come la tinta ai vetri o eccesso di velocità lieve.

I documenti interni ottenuti mostrano che agenti del Border Patrol e sceriffi del Texas condividono in tempo reale informazioni sensibili su cittadini, come indirizzi di casa e dettagli sociali, mentre coordinano arresti chiamati “whisper stops” per nascondere il coinvolgimento federale. I lettori di targhe si trovano anche a oltre 120 miglia dal confine messicano, in aree come Phoenix e vicino a Detroit, monitorando persino il traffico verso Chicago e Gary.

Il Border Patrol utilizza inoltre reti di lettura targhe gestite dalla DEA e ha avuto accesso intermittente a sistemi commerciali come Rekor Vigil Solutions e Flock Safety. L’agenzia madre, Customs and Border Protection (CBP), sostiene che il programma rispetta normative severe e protezioni costituzionali, anche se esperti legali esprimono gravi preoccupazioni riguardo alla violazione del Quarto Emendamento, che tutela contro perquisizioni e sequestri ingiustificati.

Un esperto di diritto dell’Università di San Francisco ha definito il sistema come un “dragnet” che segue i movimenti, i legami e la vita quotidiana degli americani. La trasformazione di CBP in un’agenzia di intelligence ha esteso la sua portata ben oltre il controllo delle frontiere, trasformandola in una rete di sorveglianza domestica capillare.

Documenti aggiuntivi mostrano che il Border Patrol collabora con le forze dell’ordine locali facendo loro gestire lettori di targhe tramite sovvenzioni, espandendo così la propria capacità di monitoraggio. Questi fermi sono spesso giustificati come controlli per motivi minori, ma nascondono l’origine federale delle segnalazioni, una pratica definita “whisper stops”. Molte delle comunicazioni interne tra agenti utilizzano messaggi che si autodistruggono per evitare tracce.

Questa attività di sorveglianza e stop ha sollevato preoccupazioni sulla privacy e i diritti civili, con esperti che vedono molte analogie con programmi precedenti dell’FBI volti a reprimere il dissenso legale e con rischi di minare le libertà politiche protette.

Fonte (https://www.wired.com/story/security-news-this-week-us-border-patrol-is-spying-on-millions-of-american-drivers/)

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