Vai al contenuto
LIVE
VULNERABILITÀ E MINACCE

Perché il burnout nei SOC può essere evitato: passi pratici

CY CyberNexus
05.11.2025 · 2 min di lettura

Il burnout degli analisti nei SOC (Security Operations Center) è un problema diffuso, causato da affaticamento da allerta, ore lunghe passate su falsi positivi e la costante paura di perdere un attacco importante. Tuttavia, questo non deve essere la norma. La soluzione non è lavorare di più, ma lavorare in modo più intelligente e collaborativo.

Passo 1: Ridurre il sovraccarico di allerta con il contesto in tempo reale

Il burnout spesso nasce dall’eccesso di notifiche che gli analisti devono analizzare, con dati frammentati che rallentano il lavoro. Strumenti avanzati permettono di visualizzare in tempo reale l’intera catena di attacco, dalla prima esecuzione di un processo fino ai tentativi di esfiltrazione dati. Questo consente agli analisti di identificare rapidamente cosa è dannoso e cosa è sicuro, riducendo i falsi positivi e aumentando la fiducia nelle decisioni.

Passo 2: Automatizzare il lavoro ripetitivo per proteggere la concentrazione degli analisti

Molto tempo viene perso in attività manuali e ripetitive, come la raccolta di log e l’aggiornamento di ticket. Automatizzare questi compiti consente agli analisti di dedicarsi a compiti ad alto valore come l’indagine e la risposta agli incidenti. L’uso intelligente di automazione unito a funzionalità interattive migliora l’efficienza e la precisione, permettendo di eseguire azioni complesse senza intervento manuale.

Passo 3: Integrare l’intelligence sulle minacce in tempo reale per ridurre il lavoro manuale

Una delle attività più stressanti è la ricerca continua di dati aggiornati, verifica di domini inattivi o indicatori scaduti, con conseguenti interruzioni. Integrare feed di intelligence freschi e verificati direttamente negli strumenti esistenti aiuta gli analisti a lavorare più rapidamente e con dati affidabili, assicurando informazioni attuali su phishing e infrastrutture malevole.

Conclusioni

Il burnout nei SOC non è solo dovuto al carico di lavoro, ma anche a strumenti lenti, dati obsoleti e continui cambi di contesto. Fornendo visibilità in tempo reale, automazione e intelligence connessa, i SOC possono muoversi più velocemente, pensare meglio e mantenere motivati gli analisti. Questo si traduce in miglioramenti come la prevenzione delle minacce, l’eliminazione dei compiti ripetitivi, indagini più rapide e una squadra più focalizzata e soddisfatta.

Fonte (https://thehackernews.com/2025/11/why-soc-burnout-can-be-avoided.html)

CY
SCRITTO DA CyberNexus
newsletter.sh
// OGNI SETTIMANA

Le minacce della settimana, prima che arrivino da te.

Una mail, le notizie che contano, spiegate in modo chiaro.

Zero spam. Iscrivendoti accetti l’informativa privacy.